La nascita del Lavandeto del Pietrone: un sogno in fiore tra le colline di Cupramontana

Tra le dolci colline di Cupramontana, cuore verde delle Marche, è nato un sogno: trasformare un terreno collinare in un mare viola di profumi e colori. Così è iniziata la storia del Lavandeto del Pietrone, un progetto che unisce amore per la natura, rispetto del paesaggio e il desiderio di condividere bellezza.

L’inizio del progetto

Tutto è cominciato con l’idea di piantare la lavanda: una pianta resistente, capace di adattarsi al terreno argilloso e al clima collinare, e allo stesso tempo portatrice di armonia e profumo. Con pazienza, sono state messe a dimora le prime piantine, ordinate in filari che seguono l’andamento naturale del terreno. Ogni gesto, dalla preparazione del suolo alla cura quotidiana, è stato un passo verso la realizzazione di un sogno.

Il Lavandeto del Pietrone oggi

Oggi il Lavandeto del Pietrone è ancora giovane, ma già racconta una promessa. Le piccole piantine, partite come talee di appena 6–7 centimetri, sono diventate cespuglietti che stanno mettendo radici forti nella terra di Contrada Pietrone. Sono grandi poco più di un pugno, ma custodiscono in sé la forza della crescita lenta e costante.

Fra pochi anni i filari saranno maturi, pronti a colorare la collina di viola e a diffondere un profumo intenso. Intanto, il vero fascino sta nel veder nascere e crescere questo progetto: un paesaggio che non si improvvisa, ma che prende forma giorno dopo giorno, grazie alla pazienza e alla cura di chi lo coltiva.

Un luogo da condividere

Il Lavandeto del Pietrone non è solo una coltivazione, ma un’esperienza da vivere. Gli ospiti del B&B e i visitatori possono passeggiare tra i filari, fermarsi per una foto, respirare il profumo e lasciarsi avvolgere dalla pace che la lavanda sa trasmettere. Ogni anno la fioritura diventa un momento speciale, da condividere con chi desidera scoprire la magia di questo angolo delle Marche.

Conclusione

Dal sogno alla realtà, il Lavandeto del Pietrone è oggi un simbolo di rinascita e di bellezza sostenibile. Ogni spiga viola è un piccolo messaggero di pace, memoria e speranza: un invito a fermarsi, respirare e ritrovare il legame con la terra.

2023 La Stagione Olivicolo-Olearia in crisi? Non c’è nulla da fare in campagna?? DIPENDE!

Nelle colline marchigiane, ma pensò un po’ in tutto areale del centro Italia, sentendo anche altri pareri, questa ragione non è certamente stata baciata dalla fortuna!

Ciò non significa che ci sarà un olio di scarsa qualità o bassa quantità, per chi è riuscito a salvare curare e far crescere i frutti, significa semplicemente che le difficoltà gli imprevisti di percorso( Mosca olearia e “Cascula” delle olive) le piogge in fioritura la siccità estiva, di certo non hanno dato una mano! Lascerò stilare previsioni e statistiche ai tecnici del settore, ma vedremo il vero punto della situazione verso novembre negli oleifici!

Per il piccolo podere “la contrada Pietrone” (poco meno di 3 ettari) tappezzato da tre particelle di olivi ormai trentennali cresciuti negli ultimi 3/4 anni senza una doma e circondati da una cornice a di altri olivi da mensa che hanno superato il secolo, è ora di programmare una bella riforma (parlo di potatura di riforma). Attività che verrà pianificata è svolta proprio in questo anno di “Magra”.

È una buona occasione per chi interessato ad approfondire per poter assistere come osservatore e/o partecipare più o meno attivamente. E approfittare magari dell’ospitalità di un paio di camere che, da questa estate, la struttura offre in affitto, non che di altre camere offerte dalla struttura confinante ed amica del Sig. Tancredi.

Per maggiori info sono presente nella piattaforma Airbnb: “alla contrada Pietrone” https://abnb.me/Sn5DVCyK6Cb

Ottobre e Novembre di certo non sono mesi con una attrattiva particolare, ma il clima solitamente mite delle colline marchigiane, i colori variopinti della stagione, i panorami collinari, i borghi da visitare le vicine grotte di Frasassi, lo scricchiolio della legna nel camino mettono voglia di sfruttare le sempre più brevi ore di luce per passeggiare all’aperto per poi accoccolarsi di fronte al caminetto magari con dei biscotti secchi o atre nostre tipicità come la “Fornarina” calda formaggi e miele, le ciambelle di mosto e frutta secca da sgranocchiare degustati con un the caldo o anche un bel calice di verdicchio dei castelli di Jesi o vino dolce di Visciole (altra tipicità della zona).